venerdì 28 novembre 2014
Ciccioli
Come sappiamo, un vecchio detto recita: "del maiale non si butta via nulla".
Nell'antichità il prezioso olio d'oliva era si prezioso, ma irrangiungibile dalle tasche del popolo, per poterlo sprecare per cucinare. Un fritto, un soffritto, era impensabile che fosse fatto con olio d'oliva.
E gli oli di semi erano di la da venire.
L'ingegno mano per fortuna non dorme, e sicuramente qualcuno pensò a suo tempo di utilizzare il grasso del maiale a tal scopo.
I maiali di illo tempore, non erano di razze purificate come oggi, tutto magro e niente grasso. Non erano nutriti a mangimi dietetici. Mangiavano ciò che si trovava in natura, ghiande, radici, erbe, e in vero, essendo il maiale onnivoro, tutto ciò cu cui riuscivano a mattere il grifo.
Questo creava maiali molto grassi. I miei ricordi di quando ero piccolino, sono di schiene con diversi centimetri di grasso di spessore, figuriamoci a quei tempi.
Il grasso di schiena, di collo, addominale era abbondante, e non tutto veniva salato per usarlo come condimento, o mangiato tal quale. Una parte aveva una destinazione diversa.
Anche il grasso addominale interno, chiamato "sugna", era praticamente inutilizzabile.
L'ingegno umano penso di ridurlo a pezzetti, fonderlo, raccogliere il grasso fuso, e riutilizzare anche le fibre dello stesso, risultanti come prodotto di scarto o finale della fusione.
Parlo dei ciccioli. Non ho idea di come facessero nel mondo antico, ma dai nostri nonni abbiamo imparato a macinare tali parti grasse in eccesso, a volte unendo anche quella parte di pancetta esageratamente grassa, e non utilizzata nella produzione di salami e salsicce.
Questo macinato, unitamente a delle foglie di alloro (lauro), veniva messo a sobbollire pian piano, fino alla fusione. Come comincia a fondere, alcuni aggiungono un po di sale fino. (servira a mentenerlo meglio nel tempo).
La parte fusa veniva man mano raccolta con un ramaiolo, e veniva immessa nelle grossissime vesciche del maiale. Veniva fatto raffreddare e poi appevo ai travi delle cantine.
Quando le nonne dovevano friggere, e il primo uso era per le castagnole di carnevale, la vescica veniva tagliata a fette secondo necessità, e il grasso fuso di nuovo usato per friggere.
Nessuno ci crederà mai, ma risulta che questo sia il miglior grasso di frittura esistente, non bruciando se non dopo innumerevoli fritture. Se oggi con gli oli di semi dopo una due fritture, dobbiamo cambiarlo perchè l'olio si è degenerato e diventa praticamente tossico, quello di maiale non solo sopporta fino a 10 fritture senza problemi, ma rende i fritti belli croccanti. Le nonne usavano poi raccogliere in tazze l'olio residuo della frittura, e farlo freddare di nuovo per riutilizzarlo in fritture successive.
Ma torniamo ai ciccioli.
Dunque, abbiamo detto che il grasso, con le sue fibre, la sugna, e parte della pancetta viene macinata, addizzionata di un po di sale, insapotira con dell'alloro, messa in dei pentoloni, e fatta sobbollire senza fretta finchè non fonde. La parte liquida viene man mano raccolta togliendola dalla pentola.
Quando la parte grassa finisce, le fibre cominciano a cuocere e ad abbrustolirsi. Appena si capisce che hanno perso tutto il grasso contenuto, e si sono cotte, vengono raccolte con un colino, e messe sopra un telo di lino grosso.
Il telo viene arrotolato, e poi, mentre due persone stringono nei due sensi contrari il telo, un'altra prende due paletti, legati ad un apice da spago, stringe il prodotto contenuto nel telo, spremendolo. Gli ulitimi residui di grasso passano attraverso il telo, e dentro rimane solo fibra pulita e senza grasso.
Questo viene poi tolto dal telo, messo su un piatto largo, ed eventualmente aggiustato di sale.
Si lascia uno due giorni ad eccissare, e poi.... si mangia a manciate, un gusto che chi non conosce deve assolutamente provare.
Altro simpaticissimo uso, è quello di mischiarli con l'impasto per la pizza, creando cosi la pizza salata chiamata "pizza coi sfrizzoli" in uso soprattutto in zona sud.
Oggi come oggi, in cui procurasi del lardo da delle bestie ormai ridotte a solo magro (sigh) è diventata una cosa quasi impossibile da reperire, si usa, se si fanno in casa, delle pancette molto grasse. La carne a filo eventualmente presente, aumenterà la produzione di ciccioli, senza che cambi il sapore finale.
Questo prodotto non è di esclusiva produzione umbra, ma la differenza con altre regioni è che, mentre da noi il grasso si macina, nelle altre di norma viene tagliato a piccole e sottilissime fettine.
Il risultato cambia un po nel gusto, perchè mentre nei nostri fibre e carni sono ben miscelati tra loro, in quelli a fettine, tipo quelli toscani, si sente in bocca la differenza tra parti carnee e parti fibrose.
A ognuno il suo gusto!!
giovedì 27 novembre 2014
Massaggio al cioccolato
Il massaggio al cioccolato stà diffondendosi sempre di più. Ma le cose famose devono avere un senso.
Qual'è il senso di questo?
Il cioccolato è ricco di sostanze nutrienti e idratanti, e inoltre contiene sostanze che combattno molto bene la cellulite. Contiene inoltre una notevole quantità di polifenoli e tannino capaci di contrastare l’ invecchiamento della cute. La cellulite invece si attenua grazie ai flavonoidi che producono un’ azione drenante e contribuiscono all’ eliminazione dei liquidi di ristagno, azione questa, che unita alla caffeina, scioglie gli odiosi cuscinetti adiposi. A tutto ciò va inoltre aggiunto che, i trattamenti basati sulla cioccolato terapia incrementano la produzione di endorfine che vanno a loro volta a favorire l’attività della serotonina, il neurotrasmettitore della serenità e del buonumore.
fare un bel massaggio al cioccolato, rimanere rilassati almeno un quarto d'ora dopo il medesimo, e fare una bella doccia calda, con guanto di crine, senza bagno schiuma, dona una pelle liscia come seta, e una sensazione di benessere che dura molto, ma molto a lungo.
Comprare creme pronte al cioccolato è facile, ma costa un pochetto.
Una piccola ricetta per fare tutto ciò in casa: 500 gr di cioccolato fondente. Sciogliere a bagno maria, si aggiunge qualche goccia di olio essenziale di lavanda (3/4 gocce), che ha proprietà rilassante, antidepressiva e cicatrizzante, e di olio essenziale di rosmarino (2/3 gocce) che ha molte proprietà, tra cui: stimolazione della circolazione, reidratante, tonificante, stimolante della rigenerazione cellulare, decisa azione lipolitica, antinfiammatorio ed astringente...lasciare raffreddare e usarlo come crema da massaggio. Se rimane troppo denso, aggiungere poco olio di mandorle o simile.
USO: Massaggiare almeno mezz'ora per lato del corpo, soffermandosi molto su glutei e cosce nelle donne, sulla schiena e addome nei maschi.
Lasciar agire almeno un quarto d'ora a fine massaggio, lavarsi con acqua calda e con guanto di crine (se non già precedentemente usato), senza usare saponi di nessuna natura e genere.
massaggio tantra: leggi info
ATTENZIONE: NON E' UNA STRUTTURA PUBBLICA, MA UNO SPAZIO PRIVATO, CHE VIENE MESSO A DISPOSIZIONE PER AMANTI DEL GENERE E PER AMICI. GLI INCONTRI SONO DI TIPO PRIVATO, A DUE/TRE, O A SECONDA DI ORGANIZZAZIONI FATTE TRA GRUPPI DI AMICI
DISCLAIMER Le immagini sono di regola trate dal web come già pubblicate: se qualcuna di esse fosse coperta da copyright sarà tolta immediatamente
Ciclo benessere
In effetti ci sono tantissimi modi per eseguirlo.
Un ciclo dovrebbe comprendere un due giri sia in sauna che in hammam, e in uno dei due hammam, dato che la pelle risulterebbe ben ammorbidita, sarebbe consigliato un bel peeling o scub.
Questo si può fare usando un semplice guanto di crine, facendosi massaggiare su gambe, piedi e schiena. Per il resto del corpo si può decidere se farselo fare rimanendo belli distesi, o gestirsi da soli la strofinatura di parti delicate come addome, petto e braccia.
Si possono usare anche altri elementi, tutti ugualmente validi, anche se con azioni diverse.
Si puo usare semplice sale da cucina, fino o grosso secondo gradimento, o meglio ancora sali del Mar Morto, notoriamente ricci di sali minerali, lasciandoli in posa per qualche minuto.
Si può fare anche una base con sale fino, e aggiungerci del miele, o del burro di karitè, oppure solo olio.
Oppure, soprattutto per le gambe e schiena, si può mettere piccole dosi di acido glicolico, in modo di avere un'azione disgregatrice e levigante ancor più profonda.
Questo peeling si può fare anche fuori dell'hamam, perdendo però in parte l'effetto ammorbidente del vapore.
Oppure si può usare, se gradito, il famoso Sapone Nero d'Aleppo, disponibile per uno scub completamente naturale.
Alla fine di tutto il ciclo, la parola d'ordine è MASSAGGIO.
Un massaggio rilassante, fatto con calma e senza limiti di tempo, non solo rilassa, fa rinnovare le energie, ma ridona alla pelle la sua giusta dose di lubrificazione, senza la quale, dopo pochi minuti si soffrirebbe di solletichi, pruriti, dovuti all'essiccamento della pelle.
Ricordiamoci che la pelle è ricoperta di un film idrolipidico, che oltre a proteggere da virus e batteri, rende la pelle morbida ed elastica.
Normale che questo film debba essere ricambiato ogni tanto, perchè si sporca e alla fine degenera puzzando. Non solo, le cellule superficiali che sono a fine vita, muoiono per lasciare spazio alle nuove, e questo processo avviene tanto più velocemente, quanto la parte è sottoposta a stress. Basta pensare ai piedi e a quanto questi siano facili a inspessirsi (talloni in primis) e rendere odori sgradevoli di disgregazione cellulare.
E' per questo che ci si lava, più o meno spesso. Non si toglie solo lo sporco visibile, ma anche quello più nascosto di tutto il pacco protettivo che la natura ci fornisce, ma che va rimosso periodicamente.
Però la pelle non deve rimanere poi senza questo importante film. Ed è per questo motivo che i vari saponi son sempre meno aggressivi, e son spesso consigliate oliazioni post doccia, tonici, e tutta una serie di prodotti diversi, ma che hanno tutti un unico scopo: rimettere a posto il film idrolipidico artificialmente nel frattempo che si riforma quello naturale.
E' chiaro che dopo un giro in saune ed hammam, questo film non solo scompare, ma si arriva a fare una pulizia cosi profonda che.... senza nessuna irdatazione si rimarrebbe a pelle molto secca per diverse ore. E pelle secca significa prurito, desquamazione per morte cellulare, e può significare pure arrivare ad essere più sensibili a sostanze allergeniche.
Per cui la parola d'ordine post sauna è: IDRATAZIONE
Quanto di meglio se questa vien fatta con un massaggio? Il massaggio, fatto con oli naturali, farà si che questi vengono assorbiti in parte dalla pelle, e asciugarsi e rimanere con essi addosso, ci completerà nel modo più ottimale possibile una bella giornata di benessere.
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Dolce nero
- 250 zucchero
- 100 olio di arachide
- 3 uova
- 350 farina
- Cartina ½ kg
- 180 latte
- 1 vaniglia
- 75 grammi di polvere di cacao amaro
- pinoli (circa 30 grammi)
Monta bene le uova, e poi aggiungi lo zucchero e monta a lungo. Deve schiumare.
Poi aggiungi tutti i liquidi (olio, latte), poi insieme, a cucchiaiate, la miscela di farina, cartina, vaniglia e la polvere di cacao. Versa in teglia di 30/32 cm (o quadrata). Inforna a 150°. Quando hai infornato, dopo circa 5 minuti, porta la temperatura a 180 (questo eviterà che si gonfia in mezzo, ma rimarrà bello disteso). Dopo 30/40 minti controlla la cottura con uno stecchino.
Unica nota: se il calore dovesse avvampare la superfice del dolce, a metà cottura coprire con carta paglia, o argentata, con la parte riflettente verso l'esterno.
Porchetta umbra
Io tratterò ovviamente della versione umbra.
Cosa si usa. Dipende il tipo di produzione messa in atto. Maiale è il punto fisso.
Può essere intero o un "tronchetto".
Se intero si utilizza la carcassa di un maiale di peso medio di circa 50/80 kg, max 100 (peso vivo), per cui abbastanza sul giovanile. A questo si tolgono solo gli zampetti, viene aperto e ripulito di tutto ciò che ha dentro, disossandolo. Viene riempito degli odori, molto spesso si lascia il fegato a pezzetti (fegatelli), poi ricucito, e cotto in forno a legna. Questa modalita fornisce un prodotto sicuramente migliore del fratello minore, il tronchetto.
Questo formato viene per lo più usato per fiere e mercati rionali, dato che anche se la porchetta cotta dura molti giorni, è bene consumarla il prima possibile.
Nella norma, nei negozi, nelle macellerie, supermercati, o in casa, viene invece prodotto in tronchetti, di peso variabile, secondo l'uso e consumo che ne sarà fatto.
Per il tronchetto si può usare un bel pezzo di pancetta magra, fino a una "spolpatura" fatta ad hoc.
In pratica viene presa la schiena del maiale, dallo sterno ad almeno metà delle schiena, e dalla spalla fino all'addome, di lunghezza variabile secondo la quantità che si vuol fare, ovviamente comprensivo della cotica.
Viene disossato dalle costicciole, e viene tolta una parte del grasso della parte sternale, formando una sezione simile a questa:
- aglio intero e con camicia, leggermente schiacciato, o a fettine sottilissime (cambia con la pezzatura del tronchetto)
- sale
- pepe
- semi di finocchio selvatico (nei maiali interi vengono invece messi rami interi, soprattutto se sono di stagione).
domenica 23 novembre 2014
Hammam
Bagno turco, bagno di vapore, hammam o..?
Facciamo un attimo di storia.
Praticato sin nell'antica Grecia, ripreso dai romani nelle "Thermae"con i Calidarium. Dpo la caduta dell'Impero Romano, nel VII secolo, gli arabi si ritrovarono una quantità di terme romane abbandonate, e ne proseguirono l'uso, costruendone anche di più piccole, affascinati dall'acqua che era così scarsamente usufruibile nelle regioni semi-aride da cui essi provenivano. Questi bagni riscaldati divennero ben presto i centri di igiene, di benessere e di vita sociale dell'epoca .
Successivamente i turchi fecero evolvere la funzione sociale dell'hammam e divenne molto più di un luogo deputato alle pratiche igieniche e sociali. Ad esempio le future mamme seguivano pratiche per favorire il parto e tornavano 40 giorni dopo la nascita del figlio, le donne prima del matrimonio si recavano per la cerimonia dell'hennè e per la purificazione dopo aver consumato il matrimonio. Con il termine hammam (letteralmente="scaldare") si indica in lingua araba (e in molte lingue che hanno incamerato parti più o meno cospicue di lessico arabo) il complesso termale in cui i musulmani effettuano il ghusl, o lavacro maggiore, o il wudu' , o lavacro minore, per conseguire la purità rituale, indispensabile per poter poi adempiere all'obbligo canonico della s.ala-t giornaliera. Queste strutture furono anche fonte di lavoro, in quanto occorrevano molti addetti per far funzionare tutto. Una parte incaricata delle caldaie dove l'acqua veniva riscaldata per essere immessa, tramite tubazioni, nelle sale, una parte addetta al massaggio dei corpi, una parte incaricata della depilazione (assai diffusa tanto fra le donne quanto fra gli uomini) tramite una pasta depilatoria - la nu-ba - di non si conosce perfettamente la formula, e una parte infine che si occupava di portare generi di conforto agli utenti che, sovente, si intrattenevano a lungo nei locali per tutto il tempo consentito.
Negli hammam, e bagni turchi, poi ci sono delle sale apposite dove i clienti vengono "lavati" in modo energico con particolari sali e saponi, di cui il più famoso è il "sapone nero arabo". Ma di fatto questi ambienti e queste pratiche appartengono alle terme in cui sono inseriti gli hammam, e non ai locali con il vapore. Dunque l'unica differenziazione non pienamente corretta che possiamo dare è: il locale in cui è immesso vapore è il "bagno a vapore". Hammam e bagni turchi son quelli dove si può praticare peeling, che in europa si fa con quanti di crine, o con sale, possibilmente del mar Morto, direttamente dentro il bagno. Diciamo che in pratica ogni nome dei tre dato è fondamentalmente corretto. Non fare confusione con altri locali intermedi e con altri servizi (tipo cascate), tipo i Termarium, Laconium etc, che sono invece cose a se stante che col bagno di vapore non hanno nulla a che fare, se non calore e umidità.
Dato che in quello di Villa Fenice si può fare il peeling, ci è sembrato che il termine Hammam fosse più consono.
Di fatto cos'è un hammam, o bagno di vapore?
E' un locale chiuso, dove ci sono sedute o panche, in cui viene immesso vapore fino a portarlo ad una temperatura compresa tra i 40 e i 60°, con un'umidità relativa del 90/100 %. La sudorazione è meno intensa che nella sauna secca, ma dato che il tempo di permanenza è di normo molto più prolungata, la quantità totale emessa supera di molto quella della sauna.
Effetti benefici:
- favorisce la circolazione
- favorisce una profonda pulizia e purificazione della pelle
- ha un effetto tonificante e rilassante e riduce lo stress
- ottimo contro i dolori reumatici
- combatte le tensioni muscolari
- favorisce il riposo
- combatte le infiammazioni delle vie respiratorie
- rende la pelle setosa e elastica
Come è fatto l'Hammam di Villa Fenice. (foto reali)
L'ambiente è stato realizzato con materie isolanti non plastiche, ricoperte di vernice vetrificante insensibile al calore, di colore verde smeraldo. La seduta è composta di un blocco unico di quarzo in taglio naturale.
Nella parete di fondo c'è la doccina per rinfrescarsi e per ripulire la panchina prima e dopo la seduta. Sul soffitto c'è un cielo stellato in fibra ottica a profondità variabile, in modo che una volta immersi nella nebbia del vapore, sembri di stare in mezzo ad una nebulosa.
Completa l'hammam il pavimento sensoriale composto di una miriade di sassolini che massaggiano i piedi camminandoci sopra.
Controindicazioni: La pratica in oggetto è controindicata quando l'organismo risulta particolarmente debole, in presenza di disturbi cardiocircolatori, di malattie cutanee o veneree.
Come si esegue:
- Meglio non affrontare l'hammam a stomaco vuoto, ma nemmeno pieno. Meglio un pasto leggero e farla dopo un'ora dallo stesso.
- Fare una bella doccia depurativa di pulizia prima di accedere.
- Asciugarsi bene prima di entrare. Anche se sembra un controsenso, entrare bagnati ritarderà notevolmente l'inizio della sudorazione, essendo il corpo già rinfrescato dall'acqua della doccia.
- in bagno turco non si porta nessun tipo di stoffa. Prima di tutto si inzupperebbe d'acqua e vapore, secondariamente l'uso corretto prevede che si lavi il posto dove siederemo, sia all'inizio che quando usciamo, rendendo inutile frapporre altro tra il nostro corpo e la pietra.
- Mettersi stesi o seduti, ma possibilmente con gambe accovacciate. Trattenersi per circa 20 minuti. Se dovessero battere le tempie, meglio desistere e andare a rinfrescarsi prima del tempo.
- uscire a fare una doccia fredda, cominciando dalle estremità (piedi e mani) salire (gambe e braccia), e passare a torace e testa. Riposarsi per qualche minuto. Si può rientrare per altri 15/20 minuti.
- Uscire di nuovo e rifare la doccia fredda, asciugandosi poi molto bene, e rimanere avvolti in un accappatoio.
- Bere e mangiucchiare qualcosa, per ricaricare liquidi e sali minerali persi con la sudorazione.
- NOTA: se si continua a sudare, vuol dire che non vi siete rinfrescati bene.
- Quando siamo belli sudati, durante la seduta, è possibile e consigliabile trovare un volontario che ci faccia un bel peeling a schiena e gambe, se non al corpo intero, magari usando sale, o le preparazioni rese disponibili, con o senza guanto di crine. Il risultato sarà un ricordo immemorabile che si vorrà ripetere al più presto. Se non ci sono volontari, richiedete il guanto di crine e fate un'autopulizia per quanto possibile.
La finale di un buona seduta con peeling è sicuramente un massaggio rilassante con oli naturali, che completerà magnificamente la parte relax intrapresa.
A disposizione Sapone nero d'Aleppo con olio essenziale di eucalipto dall'effetto antisettico e rinfrescante, per l'esfoliazione del corpo, come da tradizione orientale hammam!
massaggio tantra: leggi info
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La sauna
- stimolazione vasi sanguigni
- cura della pelle
- aumento difese immunitarie
- rilassamento psico-fisico, diminuzione dell’ansia, e sensazione di energia
- cura delle vie respiratorie
- stimolazione del sistema cardiocircolatorio
- effetto depurativo
- è inoltre fondamentale per i casi di fibromialgia
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venerdì 21 novembre 2014
Gnocchi di patate
Mangiabili, ma tutto c'era, meno che patate e farina. Tra conservanti, farine varie, e latte in polvere e altre amenità simili, mi domandai se stavo mangiando gnocchi o concentrati di chimica e schifezze varie. Per questo ripropongo la ricetta base, semplice, veloce, e che più naturale non si può.
Ingredienti:
- patate a pasta bianca, vecchie, o in mancanza patate rosse
- farina di grano tenero "0"
Prelevarne una per volta, e sbucciarle. Appena sbucciate vanno ridotte in frantumi quanto più piccoli possibile. I sistemi più usati sono (dal più valido in poi):
1 passapatate (una specie di contenitore con piastra bucata, e uno stantuffo che, grazie ai bracci presenti, fa passare la patata attraverso i fori.
2 passaverdure: messo il disco idoneo (buco fino), mettere la patata in pezzi e farla passare.
3 piatto e forchetta: sfrangere la patata su un piatto con una forchetta.
La patata cosi ridotta va appoggiata su una spianatoia, cercando di non fare mucchi, ma distenderla il più possibile.
Finito di passare la patate, va atteso che si raffeddino completamente. Vedrete tanto vapore uscire dalle stesse, e questo è lo scopo: cercare di togliere quanta più acqua in eccesso possibile.
Una volta raffreddate va cosparsa sopra della farina di grano tenero tipo "0".
Quanta farina? La tradizione qui varia molto. Si passa da 250 gr a 500 gr per chilo di patate.
Come scegliere?
Prima di tutto va valutato quanto sono fresche le patate: più la raccolta è recente, più la patata è umida. Considerare che la raccolta naturale avviene più o meno i primi di luglio.
Altro parametro, ma difficile da valutare ad occhio, è quanta acqua di cottura hanno assorbito.
Considerare pure che se aggiungiamo troppa farina, poi si ha uno gnocco che della patata perde il sapore.
Come fare? Partendo dalla data di raccolta, partire da 250/300 gr di farina pro chilo.
Spargerla sopra tutte le patate passate, e cominciare a mescolarne un pugno. Che si attacchino alle mani è normale, ma se ottente un composto più "colloso" che un impasto, allora è meglio che aggiungiate ancora farina. Alcuni, nel caso di patate particolarmente umide, aggiungono uno o più uova sbattute, ma anche se si ottiene uno gnocco ben legato, sconsiglio questo metodo.
Trovata la quantità giusta di farina, amalgamare bene e il più possibile il composto, Fino a formare una o più palle. Poi prendere una parte di impasto, e porlo sulla spianatoia dove avrete messo una spolverata di abbondante farina. Muovete le mani fino a formare una specie di grosso grissino (circa un dito). Poi con l'aiuto di una spatola da farina, coltello o altro, tagliare per la lunghezza di 1.5/2 cm il grissino, e passarli in altra farina onde coprire tutta la superficie. Non è male usare il rigagnocchi facendo un buco centrale… raccoglierà di più il condimento.
Un sistema un po meccanizzato è usare un macinacarne con imbuto da salsicce (senza piasta bucata). Fare il grissino sarà una voltata, basterà poi rinfarinarlo per rassodarlo meglio, e tagliarlo.
Gli gnocchi sono pronti. Se volete, potete metterli in una vaschetta, separati tra di loro, e congelarli.
Quanti prepararne? Una dose normale è di circa 300 gr a testa, divertitevi con i conti.
Come si cuociono e condiscono?
Preparare una pentola capiente con una manciata di sale (stessa quantità che si usa per la pasta).
Quando bolle gettate i gnocchi (tutti o a porzioni), e attendete che ripreso il bollore, vengano in superficie. Quando galleggiano sono cotti. Esiste un colino specifico per tirare gli gnocchi fuori dall'acqua, a forma di colabrodo ma fatto da fili di metallo ben separati tra loro, che permetteranno un'ottima scolatura. In mancanza va bene anche un colino da fritture, ma state attenti a scolare bene.
Metterli nei piatti o in una grossa ciotola, mettendo il condimento a strati. Lo gnocco cotto non si può girare per mescolare il condimento.
La morte dello gnocco è con ragù di carne, spoverato di formaggio.
Ottimi anche con gamberetti e pesto alla genovese (si scottano i gamberetti, si aggiungono qualche pomodoro ciliegino spezzato, si ammorbidisce, e si aggiunge qualche cucciaio di pesto).
Buoni ovviamente anche solo con pesto genovese, o con funduta di formaggi.
Con sugo di funghi misti poi..... non descrivo, provatelo!!!
Scegliere la patata giusta
Come saprete, esistono diversi tipi di patate. Seppur in teoria possono usarsi per le diverse cucine senza troppi problemi, ogni tipo ha la sua morte specifica. Elenco velocemente per chi volesse conoscere le differenze.
Patate a pasta gialla: compatte, sode, poco farinose, ideali per friggere, lessare, cuocere in forno, lessare.
Patate a pasta bianca: farinose e ricche di amido. Adatte a tutti i composti morbidi. Per cui saranno la scelta ideale per purè, gnocchi, crocchette, sformati.per piatti tipo gnocchi, son da preferire quelle vecchie, che han perso buona parte di umidità
Patate rosse: dalla polpa soda e conpatta, che resiste anche a lunghe cotture. Leggemente sapida, è ottima per lessare, al forno, e fritte. Diciamo un ottimo "buona per tutto".una patata rossa particolare è quella di Colfiorito, una razza bitorzoluta, stratosferica per fare gnocchi o cips fritte (che rimangono croccanti anche qualche giorno post cottura).
Patate novelle: sono le patate raccolte prima della maturazione, ancora piccole. Si consumano tranquillamente con la buccia, ancora finssima, dopo averle però lavate sotto acqua corrente passandole con un panno ruvido, per togliere la pellicola di crescita. Hanno la caratteristica di essere ancora povere di nutrienti, quindi ipocaloriche e ottime per chi è in dieta e non si vuole negare questo tubero. Si prestano benissimo al forno, saltate in padella o cotte a vapore. Nella norma non vengono tagliate, ma cotte intere.
Patate americane: E si, son ormai arrivate anche da noi. Sono dolci, ricche di betacarotene, quindi antiossidanti, proteggono dai tumori dello stomaco, dall'artrite, e aiutano il sistema immunitario. Sono ottime arrosto, ma anche lessate (sbucciare la patata, tagliare e pezzi uguali, cuocere in acqua e latte al 50 %, e poi condire con burro fuso cospargendole di cannella e zucchero)
Patate al selenio: Prodotte in Emilia Romagna, vengono arricchite di selenio e potassio durante la coltivazione. Buone un po per tutto, hanno la particolarità di fornire selenio mentre mangiamo, utile come forte antiossidante.
Due consigli aggiuntivi.
Le patate vanno conservate in ambiente asciutto e fresco, e soprattutto al buio. Niente frigorifero, getterebbero quasi subito. Se la patata sente caldo, se vede luce, germina e gli "occhi" producono le nuove piantine.
Se le trovate le vostre patate che stanno appena gettando, potete togliere gli occhi, e programmate di mangiarle al volo.
Se le trovate con gli strami già lunghi, buttatele. Una patata che sta germinando diventa tossica.
Cosi come quando le acquistate o le state sbucciando, e vedete che sono di colore verde, evitate di acquistare e di consumarle. Il verde è dato da un conservante antigerminante, che non è proprio il massimo da ingerire; anzi, qualcuno afferma pure che sia tossico. Non so se sia vero, ma tutto ciò che è chimico, se posso lo evito.
Altro consiglio. La domanda che di solito ci si pone è sempre quella: quante patate occorreranno? Se le fate arrosto, state dai 250 ai 300 gr a persona, lesse un po meno, a purè meno ancora.
|
Tipo di patata |
Caratteristiche |
Preparazioni ideali |
Note utili |
|
Pasta gialla |
Compatte, sode, poco farinose |
Fritte, al forno, lesse, in padella |
Tengono bene la cottura, non si sfaldano |
|
Pasta bianca |
Farinose, ricche di amido |
Purè, gnocchi, crocchette, sformati |
Meglio patate vecchie per gnocchi (meno acqua) |
|
Patate rosse |
Polpa soda e compatta, leggermente sapida |
Lessa, forno, frittura |
Ottime “buone per tutto†|
|
Rossa di Colfiorito |
Bitorzoluta, molto asciutta |
Gnocchi, chips fritte |
Chips croccanti anche dopo giorni |
|
Patate novelle |
Piccole, buccia sottilissima, meno nutrienti |
Forno, vapore, padella |
Si cuociono intere, ottime anche con la buccia |
|
Patate americane (dolci) |
Dolci, ricche di betacarotene |
Arrosto, lessate |
Ottime con latte+acqua, burro, cannella |
|
Patate al selenio |
Arricchite in selenio e potassio |
Uso universale |
Forte potere antiossidante |
|
Patate viola |
Simili alle bianche, colore intenso |
Tutte le preparazioni ma difficili da lavorare |
Basso indice glicemico, ricche di antiossidanti |
|
Situazione |
Cosa fare |
|
Conservazione |
Luogo fresco, asciutto e buio |
|
Frigorifero |
Da evitare |
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Patate con piccoli germogli |
Rimuovere gli occhi e consumare subito |
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Patate con germogli lunghi |
Da buttare |
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Patate verdi |
Da non acquistare ne consumare |



















