Visualizzazione post con etichetta La S.P.A. - Info benessere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta La S.P.A. - Info benessere. Mostra tutti i post

martedì 23 dicembre 2025

Ventaglio di gamberi

E ora una ricettina semplice, veloce, e gustosa, oserei dire … gourmet


Ingredienti:

- gamberi medio grandi (5 a testa)

- pan grattato 

- aglio in polvere

- prezzemolo

- sale

- pepe 

- limone e arancia

- vedi nota 


Nota: questo piatto starebbe molto bene preceduto da cozze grigliate, da cui si recupera il liquido di apertura delle cozze. 

Se fatto da solo, usare qualche filetto di acciuga (molto poco, tipo un filetto per 2/3 persone)

Il pane va miscelato con i vari odori (per 500 g: 12 di prezzemolo secco, 11 di aglio in polvere, 4-5 di pepe, 25 di sale. Proporzionare secondo necessità). Se c’è liquido di cozze, umidificare il pane con questo liquidò e con un po di olio. Non deve diventare una zuppa, ma deve solo ammorbidirsi. 

Se manca, sciogliere i filetti di acciuga nell’olio leggermente tiepido e usarlo sul pane. 


Procedimento. 

Sgusciare la coda dei gamberi, lasciando la testa. Togliere intestino. 

Asciugarli. 

In una padella abbrustolire senza seccare eccessivamente il pane precedentemente condito. 

Togliere il pane dalla padella e metterlo da parte ben disteso. 

Mettere due cucchiai di olio nella stessa padella, e posizionare i gamberi. Fuoco medio. Dopo un 40 secondi circa (devono sbiancare) girarli e terminare la cottura per altri 40/60 secondi. 

Nei piatti, possibilmente caldi, spargere al centro una quantità minima di pane pronto (orientativamente un cucchiaio)

Posizionare sopra i gamberi, con le code al vertice, e le teste dall’altra, tutti uniti. 

Spargere circa 1,5 cucchiai di pane sopra, cercando di coprire equamente i gamberi. 

Dare un paio di colpi di grattugia di limone e appena uno di arancia, cercando di far sì che sia distribuito. Servire e… buon appetito



Trucchetto extra  

Se vi disturba l’idea di grattare il limone sopra, che non vi venga ben distribuito etc, potete fare così  

Preparate il pane croccante come previsto  steso sul piatto a raffreddare aggiungere tante grattate di limone per quanti sono i piatti da preparare  miscelate e stop. Quando lo aggiungerete ai gamberi, sarà il calore stesso di quelli che poterà il giusto aroma al tutto


martedì 16 dicembre 2014

Cromoterapia e Chakra

- Cromoterapia.
La cromoterapia consiste nell’utilizzo dei colori per la salute ed il benessere e a fini terapeutici, i metodi principali dell'uso terapeutico del colore sono:



  1. Tramite l'irradiazione luminosa: in questo caso il colore viene trasmesso all’organismo per via epidermica tramite    lampade colorate o filtri colorati posti in modo da irradiare la persona o la parte del corpo  interessata
  2. Con la cromopuntura invece il colore viene irradiato su specifici punti energetici del corpo attraverso un puntale luminoso con luci colorate
  3. Con la cromodieta il colore viene assunto dall’organismo attraverso alimenti di un determinato colore
  4. Possiamo anche semplicemente affidarci ad un abbigliamento colorato, difatti il colore viene “indossato” attraverso la scelta degli indumenti o l’applicazione diretta sul corpo da particolari sensazioni.
  5. Attraverso l'uso della cristalloterapia, difatti il colore trasmesso da pietre e cristalli colorati è associato a particolari benefici e ne enfatizza i già noti delle pietre stesse 
Oltre a questi ci sono altri modi di ottenere benefici dai colori, basta essere immersi, circondati da un colore, quale potrebbe essere quello di una parete, di un ambiente naturale, e già ne traiamo risultati di tipo fisico, mentale, emozionale e spirituale.
I colori di dividono in caldi (rosso, arancione, giallo) e freddi (azzurro, indaco, violetto). Il verde, è collocato al centro dello spettro della luce, quindi rappresenta il punto di equilibrio tra questi colori.
I colori caldi, il rosso in particolare, hanno un effetto eccitante, aumentano l’attività muscolare, la pressione del sangue, la frequenza del respiro e il battito cardiaco, sono quindi riconducibili alla tonicità e all’azione.

In genere si può usare: il blu per la guarigione, il viola per aiutare la connessione con il divino, il giallo se si ha bisogno di energia, il rosso per comunicare passionalità, il verde per la connessione con la natura.

COLORI E CHAKRA

ROSSO
Il rosso e' stato chiamato ''il grande attivatore energetico'', il'' padre della vitalità''' a causa del suo immenso effetto elementare sulla struttura fisica dell'uomo. E' associato al primo chakra.

ARANCIONE
L'arancio ha un'azione risolvente delle funzioni organiche e mentali,mitigando le sensazioni di oppressione.
Questo colore combina l'energia fisica col discernimento mentale, favorendo la trasformazione fra il Sè inferiore e quello superiore.
L'arancio agisce inoltre beneficamente nei casi di deficienza mentale, e aiuta la mente ad aprirsi e a svilupparsi; esso viene perciò sovente chiamato ''IL RAGGIO DELLA SALVEZZA''. Associato al secondo Chakra 


GIALLO
Questi raggi emanano correnti positive e sono non astringenti; il loro effetto e' alcalinizzante e tonifica i nervi.
I raggi gialli hanno un potere vivacizzante, ispirando e stimolando efficacemente le facoltà superiori - le capacità i ragionamento -, facoltà che ne traggono un effetto notevolissimo.
Attraverso la luce colorata, il giallo facilita l'autocontrollo.
Associato al terzo Chakra


VERDE   
Il verde e' il colore della natura, il colore delle forze equilibrate, il colore dell'evoluzione della mente e del corpo.
Il verde favorisce l'armonia in quanto ha un'influenza calmante sul sistema nervoso. La filosofia indiana associa il verde della terra e sostiene che questo colore sviluppa le vibrazioni armoniche dei nostri pensieri e da' pace ai nostri sensi. E' il colore della neutralità per eccellenza. Associato al quarto chakra 


AZZURRO
Il raggio azzurro e' uno dei piùpotenti antisettici del mondo.
La sua luce e' rinfrescante, elettrica, soporifera, astringente. L'azzurro e' usato integralmente soltanto in uno stato di perfezione. Associato al quinto ChaKra


INDACO
Questo colore è un grande purificatore del sistema circolatorio fisico, è un potentissimo purificatore del sistema circolatorio fisico, è un potentissimo purificatore mentale, in quanto controlla le correnti psichiche dei nostri corpi più sottili. Associato al sesto Chakra

VIOLA
Il violetto e' il purificatore ideale, e il purificatore degli ideali.
La sua elevata frequenza di vibrazioni ha un effetto deprimente nelle turbe mentali, poichè queste menti non possono coglierne la sostanza.
Il violetto e' stimolante delle qualità intuitive (o spirituali).
Aiuta l'ispirazione, infatti le grandi opere d'arte in musica, prosa, pittura, scultura, ecc., sono attribuite all'influenza del raggio violetto, lo stimolatore dei più alti ideali umani. 
Associato al settimo Chakra


I CHAKRA

Senza addentrarci in tutta la filosofia dei chakra, ricordo semplicemente che tutti i "fasci" di energia del corpo umano, che sono migliaia, si concentrano in dei punti particolari da cui si propagano tutti gli altri. Questi punti principali sono sette, e nel dettaglio
1° chakra: muladhara o “chakra della radice”
Posizione: nella parte inferiore del bacino, tra ano e pube.
È il chakra con cui vengono assorbite le energie della Terra e scaricate le tensioni eccedenti mediante l'atto sessuale. 

2° chakra: Svadhishthana: il chakra sacrale, agisce assieme al chakra della radice
Posizione: tra la quinta vertebra lombare e l'osso sacro; regione pubica
Significato: è il piacere, la gioia di vivere, la sessualità espressa al massimo delle sue potenzialità. 
3° chakra: manipura o “chakra del plesso solare”
Posizione: metà superiore del ventre, ombelico.
Significato: è la capacità di agire energicamente, la volontà, l'autostima e l'autonomia personale. In senso spirituale è l'essenza attiva di cui siamo stati dotati.   
4° chakra: anahata o “chakra del cuore”
Posizione: zona pettorale del corpo
Significato: è la capacità di amare emotivamente, provare cioè un sentimento che non parte tanto dalla mente, quanto dal cuore. Occorre ricordare che, nella tradizione yoga, amore e ascolto sono in stretta relazione; spiritualmente parlando, hanno la stessa valenza. 

5° chakra: vishuddha o “chakra della gola”
Posizione: nella metà inferiore del collo e a livello delle clavicole
Colore: azzurro
Significato: è la creatività, la comunicazione, la spiccata percezione estetica. I bravi artisti, musicisti e altri servitori dell’arte sono persone nelle quali il vishuddha è ben sviluppato. In senso spirituale, infatti, rappresenta la connessione con l'altrove, l'essere in comunicazione con dimensioni che superano l'umano. 

6° chakra: adjnia o “chakra del terzo occhio”
Posizione: grande chakra che si trova al centro della fronte
Significato: è la mente tattica, razionale. In senso spirituale è il terzo occhio, come qualità della persona è la fiducia in se stessi. 

7° chakra: sahasrara o “chakra della corona”
Posizione: sopra il cranio
Significato: è la capacità spiccata di pensare strategicamente, cioè abbracciare la situazione con il pensiero; in senso spirituale è la comunione con il Divino, in senso individuale è l'autorealizzazione.  


ATTENZIONE: NON E' UNA STRUTTURA PUBBLICA, MA UNO SPAZIO PRIVATO, CHE VIENE MESSO A DISPOSIZIONE PER AMANTI DEL GENERE E PER AMICI. GLI INCONTRI SONO DI TIPO PRIVATO, A DUE/TRE, O A SECONDA DI ORGANIZZAZIONI FATTE TRA GRUPPI DI AMICI

mercoledì 10 dicembre 2014

Scub, Gommage, Peeling

Scub, gommage o peeling? Quante volte abbiamo sentito offrirci questi trattamenti, senza capire bene la differenza, e di conseguenza non sapere che rispondere?
Partiamo dalla base comune.
La pelle, in tutto il corpo, col tempo si ricrea sullo strato esterno. La parte cioè soggetta ad abrasioni continue, tende e rigenerarsi e lascia morire le cellule più esterne.
Queste in parte si autoeliminano, ma di norma rimangono adese alla pelle nuova, finchè non intervengono fattori che le stacano ed eliminano. Questi possono essere casuali (sfregamento di vestiti, asciugamani....) o voluti (lavaggi, trattamenti appositi...). Queste cellule possono formare strati molto lievi, o quasi "cementificarsi" tra loro fino a formare strati molto duri e coriacei (talloni).
Alle cellule morte si associa il naturale film idolipidico presente sulla supericie della pelle, che ha funzioni di protezione da virus, batteri, funghi, cosi come evita il rapido disseccarsi dello strato più superficiale. Questo film però in tempi variabili a secondo delle persone, del modo di vita, e del lavoro svolto, si "sporca", diventando in pratica un "pastone" grasso e puzzolente, perdendo tra l'altro le proprie caratteristiche primarie e lo scopo della sua presenza.
Per questo le persone si lavano con regolarità diverse, o meglio, lavandosi per togliere lo sporco e le "puzze" macroscopiche, in qualche modo tolgono anche questi strati ormai inutili di cellule morte e film ormai inservibile.
Ma per quanto si possono pulire bene, non riusciranno mai a desquamare bene tutte le cellule morte, ne a rigenerare alla perfezione il film.
La cosa è facilmente verificabile guardando lo stato delle pelli attorno alle unghie (eccessi di tessuto normalmente chiamato "pellicine"), sulle gambe (pelle a chiazze), sulla pianta dei piedi (talloni e base dell'atricolazione tra pollice e metataso).
Per questo, anche se si vive lo stesso, richiedere una bella pulizia generale, non è affatto male.
Il trattamento, che prevede una bella pulizia con diversi metodi, tutti ugualmente efficaci, farà si che la pelle tutta ritorni allo stato "scoperto", quindi completa ripulitura di: cellule morte, sporco, film idrolipidico invecchiato e impastato. Questo trattamento non deve essere ripetuto frequentamente, ma farlo dalle due alle 4 volte l'anno, è una buon abitudine. Se più, meglio ancora.
Finito il trattamento di pulizia però bisogna pensare al fattore fisiolocigo: la pelle, prima di rigenerare il film naturale, ci metterà qualche ora, e lasciare la pelle senza film non è buona norma. Quindi la fase successiva sarà un bel massaggio fatto con oli naturali.
Risultato? Una pelle perfettamente pulita, idratata, liscia come seta. Una sensazione veramente da provare.
Attenzione!!! Una volta provata, non potrete più farne a meno.
E ora vediamo le differenze sostanziali tra i diversi nomi, a cui corrispondono diverse sostanze usate.

SCUB / SCRUBBING

(Si pronuncia "skrab" clikka sul link). In effetti il trattamento si dovrebbe chiamare scrubbing (skrabin=lavarsi strofinando), che origina dal verbo "to scrub = strofinarsi", in cui si usa lo "scrub" (sostantivo che in cosmesi indica detergere ed esfoliare). Per cui il trattamento dovrebbe chiamarsi "scrubbing", ma in Italia siamo abituati a strorpiare l'inglese, quindi....Scrub sia.
Il processo viene considerato un esoliante di tipo meccanico. In pratica le cellule morte vengono ammorbidite e tolte per scregament con sali, polveri, gherigli di semi. Questi possono essere usati tal quali (es Sali del Mar Morto), oppure miscelati con "ammorbidenti" tipo miele, oli etc.

GOMMAGE

Di base è identico allo Scub, anzi è proprio lo stesso, ma con questo termine viene indicato il trattamento dove si usano sostanze più "morbide", ad esempio polvere di avena, riso etc.
Nota: un trattamento con il sapone nero, è a metà strada tra scub e gommage. Infatti come sostanza non ha elementi abrasivi, e utilizza solo l'effetto ammorbidente che è elevatissimo rispetto a tutte le altre sostanze naturali usate, ma poi si effettua l'azione meccanica con la Kessa o col guanto di crine.

PEELING

(Si pronuncia "piilin" clikka sul link) Proviene da verbo To Peel = pelare, e già questo dovrebbe essere molto significativo. Il processo alla base di questo nome è l'uso di sostanze chimiche, che possono aggredire la pelle da modi superficiali, fino agli strati più profondi, causando vere e proprie necrosi. Queste sono ovviamente pilotate, a secondo di un'infinita serie di parametri medici, per rimuovere semplicemente pelle invecchiata fino a cheratosi,  esiti cicatriziali post acneici, smagliature, dermatite seborroica o rosacea. Anche gli acidi che si usano sono molti, come ad esempio l'acido glicolico, un acido della frutta, il piruvico, il tricloroacetico, il salicilico e via dicendo.
E pure le concentrazioni usate variano moltissimo, tutto dipende da cosa, perchè, fino a che punto e con che risultati si vogliono ottenere. Tutte operazioni da clinica estetica, con personale medico esperto, non certo per un centro estetico. In estetica possono essere usati solo prodotti a bassissima concentrazione di acido glicolico, lasciando le concentrazioni più grandi e i prodotti più aggressivi ad esclusivo uso medico.In farmacia sono reperibili confezioni di acido glicolico fino al 30 % per desquamazioni profonde, ma sinceramente non le consiglio. Basta un po di pazienza, e rimanere negli scrub, che per le normali operazioni di pulizia vengono più che sufficentemente bene. Se poi ci sono altri problemi, altri sono i luoghi dove rivolgersi.
Conclusione? Vi propongono un peeling? Chiedete di cosa stanno parlando: o vi portano in giro e usano un nome tanto perchè fa scena, o stanno usando un metodo chimico di cui sarebbe bene foste informati e istruiti in merito.



ATTENZIONE: NON E' UNA STRUTTURA PUBBLICA, MA UNO SPAZIO PRIVATO, CHE VIENE MESSO A DISPOSIZIONE PER AMANTI DEL GENERE E PER AMICI. GLI INCONTRI SONO DI TIPO PRIVATO, A DUE/TRE, O A SECONDA DI ORGANIZZAZIONI FATTE TRA GRUPPI DI AMICI

martedì 9 dicembre 2014

Sapone nero marocchino o d'Aleppo

Conosciamo tutti la marea di saponi esistenti oggi in commercio. Saponi per ogni gusto, utilizzo, tasca, solidi e liquidi.
Ognuno ha le sue preferenze, a cominciare da quanto è aggressivo, profumato, schiumoso e cosi via dicendo.
Qualche info prima di procedere.
Una cosa che pochi sanno, è che l'acqua... non bagna!!! Incredibile ma vero.
L'acqua riesce a bagnare quando nel prodotto c'è presente un tensioattivo.
Il tensioattivo è un prodotto tramite (surfactante) che fa si che ciò che stiamo usando (parte pulente) possa essere diluito in acqua e aggredire le cosa da pulire. In pratica abbassano la tensione superficiale di un liquido, agevolando la bagnabilità di una superficie o la miscibilità tra liquidi diversi. Se non ci credete provate a guardare l'etichetta di qualsiasi prodotto pulente che avete in casa e leggete l'etichetta. Non meno del 5% è composto da tansioattivi, cationici, non ionici, anionici,  o anfoteri. Ognuno di questi ha una corrispondenza specifica per ogni prodotto usabile per pulire.
Perchè i tensioattivi? Perchè senza di essi, l'unica possibilità di pulire cose e persone, è usare forti azioni meccaniche (pensate ai popoli primitivi che nell'antichità lavavano i panni al fiume sbattendoli contro le pietre dei greti).
Il sapone non è altro che un tensioattivo. I primi saponi furono già inventati da Fenici, Egizi etc. Nell'VII-IX secolo la prima produzione importante europea nacque a Marsiglia, di cui ben conosciamo il relativo sapone.
Tutti i saponi, prodotti miscelando con opportune ricette grassi e soda caustica (idrossido di sodio), ebbero poco utilizzo grazie all'alto costo dovuto all'irreperibilità della soda. Nel tempo scoprirono che si poteva utilizzare, al posto della soda, della potassa (idrossido di potassio), producendola dalle ceneri di legni.

Una info pratica. Come detto, per la produzione di sapone si può usare soda o potassa. Se si usa soda, il sapone finale sarà solido, se si usa potassa sarà pastoso/liquido.

Sembra, le notizie certe sono non facilmente reperibili, che già nel V secolo A.C., nella Bibbia si parlasse di "borith" (ebraico, sembra significasse sapone), nell'Africa del nord, si producesse un sapone, di colore marrone nero, partendo da oli vegetali (oliva, palma, alloro, karithè, cacao etc) con l'aggiunta di ceneri di platano, o baccelli di cacao etc. La storia racconta che la prima produzione avvenne ad Aleppo, città del nord ovest della Siria. In pratica a uno o più di questi oli (non il prodotto primario, ma i residui di produzione, tipo l'olio di sansa di seconda o terza spremitura dell'oliva), venivano aggiunte le ceneri di bucce, noccioli e baccelli, che, sottoposti poi a calore fino allo scioglimento completo, si otteneva il sapone liquido, che veniva messo in stampi fino alla solidificazione finale. Questa metodica si sparse per tutto il nord d'Africa, e ogni popolo usò i propri oli e le proprie ceneri per produrre il sapone nero. Per questo se cercate composizione e metodi di produzione di questo sapone, troverete tutto e il contrario di tutto. Hanno tutti ragione, solo che le differenze dipendono dal luogo l'origine, ma non cambiano i risultati finali. Come già detto, nell'VIII secolo il sapone arrivò in europa, e diede origine al sapone di Marsiglia.

Cosa hanno questi saponi (Nero, Marsiglia) di differente da tanti altri saponi moderni?

Prima di tutto le origini vegetali, rispetto a quelle spesso animali o chimiche di molti moderni.
Poi il fatto che possono essere usati su praticamente tutto, al contrario dei moderni quasi tutti monodestinati.
Inoltre saponi come quello nero, contengono ancora molte vitamine (E-D-A), che vengono veicolati durante l'uso.... dicono... io credo che questi elementi siano presenti negli elementi usati, ma che dopo essere stati trattati con idrossidi, e cotti, e sapendo che le vitamine degenerano a temperature di poco superiori ai 40 gradi... siano solo bufale per dargli una nota di preferenza in più. Alla chimica la vera risposta. A prescindere.....
Si possono trovare tre presentazioni base di sapone nero: semisolido (saponette), gel/burro, liquido.
Di base, se non vi sono stati aggiunti prodotti diversi, l'usabilità non cambia. Cambia però la praticità d'uso. In commercio si trovano spesso aggiunti degli oli essenziali per mirarne l'uso o la profumazione.
Per cui le saponette saranno più destinate all'uso di bagno della persona, i gel per i massaggi per scub/gommage, i luquidi per pavimenti, vestiti, animali, come antiparassitari naturali.



Sapone: Di consistenza morbida, facilmente bagnabile, viene di solito preso a piccoli pezzi staccati dalla saponetta, e utilizzato per doccia o bagno.





Gel: E' molto usato negli hammam come crema da massaggio, associato a guanti abrasivi, tipo crine, o lo specifico KESSA marocchino.





Liquido: si può trovare sia nella formulazione per igene personale, che per uso casalingo






Perchè si ambisce ad usare il sapone nero?

Perchè a parte un odore che ha sentore di olio lievemente rancido, è un pulitore fantastico. Ne bastano quantitativi minimi per ottenere i risultati voluti. Inoltre possiede enormi proprietà esfolianti, ma vediamolo uno per uno.

Sapone: si usa staccando un piccolo pezzetto dalla saponetta e facendoci il bagno. Una volta cosparso sul corpo, si può lasciare agire per 2/5 minuti, passando un guanto abrasivo, e risciaquarsi.

Gel: si cosparge sulle pelle del massaggiato, e si lascia agire per 2/5 minuti, passando subito dopo la Kessa o un guanto di crine. Qui le metodiche suggerite sono molteplici, chi usa il guanto per cospargere il gel e nel frattempo "grattare", chi preferisce passare dopo il guanto, chi addirittura fa risciacquare e poi passa il guanto.
Di fatto l'effetto esfoliante pieno (rigonfiamento e distaccaento delle cellule morte), avviene dopo qualche minuto di posa, ma è anche vero che su pelli sensibili non dovrebbe rimanere più di due minuti, e su pelli secche non più di cinque. Fate le opportune prove e usatelo nel modo che vi sembra più congeniale o secondo risultati ottenuti. Di sicuro si sa che non va usato nei contorni occhi, per cui per il viso, meglio usare le soluzioni liquide apposite, senza esagerare coi tempi, e stando attenti a non metterlo negli occhi. Al pari di ogni altro sapone, brucerà da pazzi!!
Dopo il risciacquo del sapone, sarebbe opportuna un'applicazione di olio naturale, di cui il migliore in assoluto è quello di ARGAN, per ricostituire il film idolipidico della pelle ed evitare cosi secchezza. Anche se è vero che il sapone nero, sgrassa, ma lascia la pelle liscia, comunque il film protettivo scompare, quindi una buona idratazione è sempre consigliabile.

Liquido per igiene personale: per uso personale usarlo come un normale sapone da viso o da mani.

Liquido per usi domestici:

- 2/3 cucchiai su 5 litri di acqua calda, è ottimo per lavare e sgrassare qualunque tipo di pavimento o superficie lavabile della casa. (pavimenti e piastrelle, superfici, piani di lavoro, piani di cottura, stoviglie, rame e argenteria, vetri, pelle, bucato, tetti, barbecue, inserti per camini, moto, auto, biciclette, barche.)

- animali: alla fine del trattamento avranno un pelo pulito e setoso.
Agisce anche come un valido antiparassitario. Per ottenere uno straordinario effetto sgrassante, si consiglia di aggiungere un po’ di aceto di vino bianco a tre cucchiai di sapone nero in un secchio da cinque litri di acqua calda.

-Bricolage e lavori artistici: il sapone nero è il prodotto indispensabile: pennelli, macchie di pittura, tadelakt.

- giardinaggio: 5 cucchiai in un litro d'acqua e spruzzarlo sulle piante: rosai, piante ornamentali, alberi da frutto, orto (protegge le piante da pidocchi, cocciniglie, ragnetti rossi)

-vestiti: a secco, applicandolo sulla biancheria al contrario. Strofinare la macchia con un po’ di sapone prima di mettere il capo in lavatrice e lavare a freddo.
In questo modo otterrete una biancheria morbida e perfettamente pulita. 


 DISCLAIMER Le immagini sono di regola tratte dal web come già pubblicate: se qualcuna di esse fosse coperta da copyright sarà tolta immediatamente

lunedì 8 dicembre 2014

Aromoterapia








L’Aromaterapia è una branca della Fitoterapia, scienza che studia le piante officinali a scopo terapeutico e le preparazioni che da esse si ricavano.
Attraverso l’Aromaterapia s’impiegano gli oli essenziali nel trattamento di vari disturbi.


L’utilizzo da parte dell’uomo delle essenze aromatiche estratte dalle piante risale a migliaia di anni fa, dove in diverse culture e aree geografiche -India, Cina, popolazioni Egizie, Ebraiche, Romane...- , gli oli essenziali venivano impiegati ad usi religiosi, medicinali e cosmetici.
Il termine Aromathèrapie fu coniato in Francia nel 1910 dal dottor René-Maurice de Gattefossè in cui durante un esperimento si ustionò le mani e le immerse in un recipiente che conteneva olio essenziale di lavanda : il dolore diminuì e l’ applicazione costante favorì la guarigione. Nel suo libro chiamato ’’Aromathèrapie’’ spiegò l’uso degli oli essenziali per la cura del corpo e della psiche. Da allora, grazie a diversi studiosi e ricercatori, fu finalmente possibile riconoscere scientificamente il potere antimicrobico degli o.e. e la loro validità nel trattamento di numerosi disturbi.
La sempre maggior attenzione all’aromaterapia, ormai non più considerata moda superficiale, è data dalla chiara dimostrazione di come gli aromi esercitino un effetto psicologico profondo : gli o.e. lavorano sul sistema nervoso, l’apparato corporeo più esposto ai disturbi del mondo moderno, contribuendo a rilassare e a sollevare il morale.
Gli oli essenziali vantano proprietà inaspettate ma per poterli utilizzare al meglio bisogna imparare a conoscerli e a comprenderne le modalità d’uso, evitando possibili effetti collaterali.
L’olio essenziale è un estratto puro al 100% ottenuto da materiale vegetale, costituito da un insieme di molecole chimiche di varia natura e struttura ; la fragranza e le proprietà terapeutiche dipendono dalla sua composizione.
Gli usi degli oli essenziali possono essere: topico, inalatorio e orale.
Usati localmente riescono a sorpassare la barriera dell’epidermide, penetrare la fitta rete di vasi sanguigni sottostanti –derma-, diffondersi velocemente nel circolo sanguigno e raggiungere gli organi interessati. Per evitare il possibile effetto corrosivo di alcuni o.e., questi devono essere veicolati all’interno di ‘’vettori’’-oli vegetali e oleoliti-.


L'aromoterapia può essere effettuata in tanti modi diversi, tenendo presente come principio lo scopo per cui si effettua. 
Se vengono utilizzati per aromatizzare ambienti, possono essere vaporizzati attraverso molti sistemi diversi. I più comuni sono:
- le semplici vaschette umidificatrici dei termosifoni



- vaporizzatori elettrici di diversa natura e tecnologia



- bottigliette contenenti la fragranza con dei bastoncini che assorbono e disperdono l'aroma nell'ambiente



cosi come per alcuni oli, può essere sufficiente che vengano messi su un fazzoletto, oppure spalmati sul torace dopo averli miscelati con altri oli o pomate (eucalipto).

Nelle aree SPA invece vengono miscelati con del ghiaccio triturato (saune), nei generatori di vapore (hammam), oppure diffusi nell'ambiente tramite sistemi più "esotici", tipo:
- candeline

- diffusori a caldo


- tramite incensi a bastoncino o coni


La diffusione di aromi contribuisce a completare un buon Ciclo Benessere. 
Verranno scelti oli e profumi floreali se deve essere solo "profumata" l'aria, oppure oli specifici, se devono contribuire ad un ciclo terapeutico.

Una parte molto importante dell'aromoterapia è anche quella applicata ai massaggi.
Usare un olio particolare miscelato all'olio da massaggio, fa si che il principio attivo sia non solo velocemente veicolato attraverso la pelle, ma se il massaggiato non si lava dopo lo stesso, potrà godere anche degli effetti successivi per l'inalazione continuata dell'olio essenziale.
Attenzione, ricordarsi sempre che negli oli da massaggi vanno messi solo 1/4 oli al massimo, e nella quanità di solo 1/2 gocce olio su ogni 50/100 ml di olio da massaggio. Usare troppo olio essenziale, potrebbe, per alcuni oli, portare a fenomeni allergici, da sensibilizzazione, se non arrivare addirittura a livelli tossici.
Anche per i vaporizzatori e diffusori ambientali, la quantità media è di una goccia a mq ambientale, e si consiglia di fare prove con quantità minori.
Ogni odore emanato con queste tecniche, al pari di ogni altro odore, dovrà sempre avere un livello adeguato a dare piacevolezza. Ogni odore, per quanto buono e accattivante, quando è troppo, stona e porta disturbo.


 DISCLAIMER Le immagini sono di regola tratte dal web come già pubblicate: se qualcuna di esse fosse coperta da copyright sarà tolta immediatamente



Oli essenziali


Gli oli essenziali, una vera scoperta umana.
Da tanto sappiamo delle proprietà curative di molte erbe e piante. Nell'antichità erano il rimedio naturale di tutto, non esistendo altro.
Oggi ci rivolgiamo a farmaci e chimica, e facciamo anche bene, quando il male è serio e dannoso.
Ma rimane una marea di sintomi, piccole malattie, disturbi, che possono essere curate o lenite da un buon uso di piante ed erbe. Di ciò si occupa una scienza che si chiama Erboristeria.
Il modo di usare le piante può essere diverso, come diverse sono le parti di piante che vanno usate. Dalle radici, ai tronchi, alle foglie. Chi essiccate, altre fresche. In tisana, in applicazioni, addirittura fumate.
Per molti di questi vegetali, sin dall'antichità, sono riusciti a trovare il sistema di "estrarre" gli elementi curativi, e trasformarli in OLI concentrati, chiamati OLI ESSENZIALI, il cui uso è facilissimo.
Possono essere utilizzati sia per inalazioni che per assunzione orale, ma anche per assorbimento epidermico grazie a massaggi e pediluvi
Bisogna solo fare molta attenzione alle dosi, perchè poche gocce son già più che abbontantemente efficaci, molte possono essere dannose se non addirittura tossiche.
Possono essere inserite nei vaporizzatori domestici, assieme ad acqua o altri oli, possono essere miscelati a creme base di normale cosmesi, possono essere messi nell'acqua/ghiccio usati in sauna, o nei vaporizzatori degli hammam, oppure miscelati a oli naturali con cui si eseguono i massaggi.
Per hammam e saune bastano poche gocce, per i massaggi bastano di norma un paio di gocce per 50 ml di olio, necessario a coprire interamente un corpo.
Che oli usare? Ognuno di essi ha le sue peculiarità.
Se vengono usati come aroma vanno scelti assieme al massaggiato secondo le sue preferenze.
Se vengono usati come curativi, allora bisogna sapere quali sono i sintomi che vanno "curati", e usarne solo uno o due oli, senza fare miscele esagerate e controproducenti.


Un minimo di informazione generale

I nostri primi antenati avevano capito i potenti effetti degli aromi , e li usavano nelle cerimonie religiose, nella preparazione di profumi e unguenti e come primi rimedi terapeutici, attraverso fumigazioni di legni aromatici e resine, per indurre calma e rilassamento o euforia.
Gli oli essenziali o oli eterici sono prodotti naturali, ottenuti per estrazione (spremitura, distillazione da correnti di vapore, con usi di solventi), a partire da materiale vegetale ricco in "essenze" appartenente ad erbe e piante officinali aromatiche. Una volta estratti, si presentano come sostanze oleose, liquide, volatili, e profumate come la pianta da cui provengono. Pur essendo chiamati "oli", essi sono composti esclusivamente dalle parti nobili e aromatiche della pianta. Sono solubili in olio e alcool ma non in acqua.
Gli oli hanno una divisione generica in tre classi, o NOTE.

NOTA DI TESTA
Solo oli provenienti da essenze fresche o fruttate, come quella degli argumi, mentolate e oli balsamici. Hanno un'evaporazione molto alta, essendo molto volatili.

NOTA DI CUORE
Sono essenze morbide e floreali, sono ottenute soprattutto da foglie e fiori. Hanno un'evaporazione media.

NOTE DI BASE
sono gli oli che emanano dal profumo caldo e pesante, dalla minore volatilità, ricavati da legni, resine e spezie e hanno effetto tonificante, rubefacente e corroborante.

Gli oli essenziali, usati in casa, o nelle SPA, hanno il ruolo principe di un'altra fantastica branca del benessere, dal nome di AROMOTERAPIA, di cui parlerò in altro post.


STORIA
Nell'antichità non esistevano gli oli cosi come li conosciamo oggi, ma le varie essenze venivano prodotte per macerazione in oli, e venivano veicolate su oli o pomate per poter essere applicate.
Quando leggiamo la storia egizia, per esempio, dobbiamo intendere gli oli come oleoliti o come resine grezze (incenso, mirra, sandalo).
I greci impararono ad usarli soprattutto come condimenti in cucina.
I primi a estrarre le parti più volatili e sottili, furono gli Arabi con l’invenzione dell’alambicco, che permetteva, infatti, di estrarre l’essenza aromatica della pianta, nella forma più pura, mediante distillazione.
Oggi l'aromoterapia è la branca della fitoterapia che cura le malattie e preserva la salute e il benessere, sfruttando le virtù degli oli essenziali, estratti dalle piante.
Questa è considerata a tutti gli effetti una disciplina olistica, in quanto la loro azione non è mai solo qualcosa di limitato e altamente specifico per un organo o un apparato, ma essi hanno piuttosto un'azione più generale sull'organismo in tutte le sue affezioni.

GLI OLI PIU' USATI NELLE AREE SPA

ABETE BIANCO
svolge un'azione balsamica, antisettica e antidolorifica. Uso: 1 gg per mq di ambiente da profumare. 10 gg in crema per massaggiare il petto come balsamico.
Controindicazioni: donne ingravidanza o allattamento. Presenza di irritazini cutanee.
ARANCIO DOLCE
Azione rilassante della muscolaturea, sedativo per l'insonnia. Uso: 1 gg per mq di ambiente. Controindicazioni: Solo per uso esterno, non usare a lungo sulla pelle del viso, e non prima di esporsi al sole
CITRONELLA
Azione stimolante del sistema nervoso. Ottimo per depressione e mal di testa. Buono per crampi addominali e spasmi muscolari. Uso: bagnare batuffoli di cotone per profumare abiti e ambiente e come antizanzare. 1 gg mq per profumare ambienti. Per massaggi, 3 gg ogni due cucchiaini di olio. Ottimo da usare su addome e testa. Controindicazioni: usato per inalazione, se eccessiva, può provocate tachicardia. Non va usato puro sulla pelle, per problemi di allergie.
EUCALIPTO
Azione contro raffreddore, mal di testa, sinusite. Stimolante. Uso: 1 gg mq per profumare ambiente.
2 gg su un cucchiaino di miele aiuta a respirare meglio. Massaggi: 20 gg su 200 ml di olio, ottimo per defaticare le gambe.
LAVANDA
azione riequilibratrice del sistema nervoso centrale, essendo contemporaneamente tonico e sedativo; calma l'ansia, l'agitazione, il nervosismo. Antisettico e antibiotico, rimedio molto valido nel trattamento di tutte le malattie da raffreddamento: influenza, tosse, raffreddore, sinusite, catarro.
Antispasmodico, calma dolori e spasmi addominali e può dare beneficio in caso di dolori mestruali non abbondanti.
Cicatrizzante, è impiegato sulla pelle, anche sulla pelle dei bambini, come ottimo rimedio in caso di ustioni, ferite piaghe, apporta sollievo in caso di punture di insetti, eritemi solari, irritazioni causate da medusa. Ottimo anche negli umidificatori dei termosifoni nelle camere dei bambini, per coliche, irritabilità, raffreddori, agitazione notturn. Uso: 1gc mq per profumare ambienti. 1-2 gg in un po di olio per masaggiare. Ottimo aggiunto al massaggio al cioccolato per l'effetto decongestionante. Controindicazioni: non se ne conoscono, ma va bene la norma enerale di non abusarne.
ROSMARINO
Azione stimolante del sistema nervoso, utile come cardiotonico e anticellulite, antigrasso e stimolante della circolazione periferica, il motivo per cui è uno degli oli più usati nei massaggi, soprattutto sulle donne. Uso: Diluire al 5 - 10 gocce in olio 100 ml di olio di mandorle dolci e frizionare, contro cellulite ritenzione idrica, cattiva circolazione grasso localizzato su cosce e glutei
Controindicazioni: L’olio essenziale di rosmarino non è irritante, ma va sempre utilizzato diluito, e non per lunghi periodi. Fare attenzione alle quantità perché in dosi elevate nell'uso interno può risultare tossico. Controindicato in gravidanza, nei soggetti epilettici e per i bambini. Non usare nei trattamenti omeopatici.
OLIO DEL RE
Azione  miorilassante e per regolarizzare la respirazione. E' una miscela di diversi oli, in cui troviamo: Menta arvense (energizzante e stimolante), Cajeput (Tea Tree bianco- azione balsamica), Pino silvestre (allarga il respiro e il senso di spazio e libert), Incenso e Mirra (questi due portano riequilibrio e donano un senso di sacralità). Uso: 2-4 gg per i vaporizzatori ambientali, per dare un sonno migliore e una respirazione facilitata, 20 gg in 100 ml di olio da massaggio, facendo attenzione a non usarlo su pelle morbida, mucose e occhi, 5 gg negli aerosol per sufummigi, per ridare respiro durante raffreddori e costipazioni nasali. Controindicazioni: non usare puro con bambini al di sotto dei tre anni e con chi assume prodotti omeopatici, per la presenza della menta, che inibisce l'assorbimento dei medesimi.

Altri olio profumati normalmente usatinelle spa sono: Pino mugo, abete rosso, limone, arancio amaro, ginepro alpino, menta (anche se qui viene preferito il mentolo in scaglie), pino cembro, incenso, cipresso, cannella, chiodi di garofano, legno di cedro e tanti altri.

Tutti questi oli, al di la degli eventuali usi specifici, sono genericamente usati per profumare l'aria, o le acque (acqua/neve/giaccio tritato) usato nelle saune, per i vapori da hammam. 
Genericamente possono essere diffusi in aria nella quantità media di 1-4 gg immettendoli negli appositi diffurosi ambientali.
Per l'uso sauna invece si va dalle 4 alle 10 gg per 500 ml di acqua.
Quelli da massaggio, sia per profumazione che per terapie (soprattutto rosamarino e lavanda), vanno usati nella misura di 1-2 gocce per 50/80 ml di olio da massaggi.


ATTENZIONE: NON E' UNA STRUTTURA PUBBLICA, MA UNO SPAZIO PRIVATO, CHE VIENE MESSO A DISPOSIZIONE PER AMANTI DEL GENERE E PER AMICI. GLI INCONTRI SONO DI TIPO PRIVATO, A DUE/TRE, O A SECONDA DI ORGANIZZAZIONI FATTE TRA GRUPPI DI AMICI


 DISCLAIMER Le immagini sono di regola tratte dal web come già pubblicate: se qualcuna di esse fosse coperta da copyright sarà tolta immediatamente

giovedì 27 novembre 2014

Ciclo benessere

Come è composto un bel ciclo completo di benessere?
In effetti ci sono tantissimi modi per eseguirlo.
Un ciclo dovrebbe comprendere un due giri sia in sauna che in hammam, e in uno dei due hammam, dato che la pelle risulterebbe ben ammorbidita, sarebbe consigliato un bel peeling o scub.
Questo si può fare usando un semplice guanto di crine, facendosi massaggiare su gambe, piedi e schiena. Per il resto del corpo si può decidere se farselo fare rimanendo belli distesi, o gestirsi da soli la strofinatura di parti delicate come addome, petto e braccia.
Si possono usare anche altri elementi, tutti ugualmente validi, anche se con azioni diverse.
Si puo usare semplice sale da cucina, fino o grosso secondo gradimento, o meglio ancora sali del Mar Morto, notoriamente ricci di sali minerali, lasciandoli in posa per qualche minuto.
Si può fare anche una base con sale fino, e aggiungerci del miele, o del burro di karitè, oppure solo olio.
Oppure, soprattutto per le gambe e schiena, si può mettere piccole dosi di acido glicolico, in modo di avere un'azione disgregatrice e levigante ancor più profonda.
Questo peeling si può fare anche fuori dell'hamam, perdendo però in parte l'effetto ammorbidente del vapore.
Oppure si può usare, se gradito, il famoso Sapone Nero d'Aleppo, disponibile per uno scub completamente naturale.
Alla fine di tutto il ciclo, la parola d'ordine è MASSAGGIO.
Un massaggio rilassante, fatto con calma e senza limiti di tempo, non solo rilassa, fa rinnovare le energie, ma ridona alla pelle la sua giusta dose di lubrificazione, senza la quale, dopo pochi minuti si soffrirebbe di solletichi, pruriti, dovuti all'essiccamento della pelle.
Ricordiamoci che la pelle è ricoperta di un film idrolipidico, che oltre a proteggere da virus e batteri, rende la pelle morbida ed elastica.
Normale che questo film debba essere ricambiato ogni tanto, perchè si sporca e alla fine degenera puzzando. Non solo, le cellule superficiali che sono a fine vita, muoiono per lasciare spazio alle nuove, e questo processo avviene tanto più velocemente, quanto la parte è sottoposta a stress. Basta pensare ai piedi e a quanto questi siano facili a inspessirsi (talloni in primis) e rendere odori sgradevoli di disgregazione cellulare.
E' per questo che ci si lava, più o meno spesso. Non si toglie solo lo sporco visibile, ma anche quello più nascosto di tutto il pacco protettivo che la natura ci fornisce, ma che va rimosso periodicamente.
Però la pelle non deve rimanere poi senza questo importante film. Ed è per questo motivo che i vari saponi son sempre meno aggressivi, e son spesso consigliate oliazioni post doccia, tonici, e tutta una serie di prodotti diversi, ma che hanno tutti un unico scopo: rimettere a posto il film idrolipidico artificialmente nel frattempo che si riforma quello naturale.
E' chiaro che dopo un giro in saune ed hammam, questo film non solo scompare, ma si arriva a fare una pulizia cosi profonda che.... senza nessuna irdatazione si rimarrebbe a pelle molto secca per diverse ore. E pelle secca significa prurito, desquamazione per morte cellulare, e può significare pure arrivare ad essere più sensibili a sostanze allergeniche.
Per cui la parola d'ordine post sauna è: IDRATAZIONE

Quanto di meglio se questa vien fatta con un massaggio? Il massaggio, fatto con oli naturali, farà si che questi vengono assorbiti in parte dalla pelle, e asciugarsi e rimanere con essi addosso, ci completerà nel modo più ottimale possibile una bella giornata di benessere.

massaggio tantra: leggi info 

ATTENZIONE: NON E' UNA STRUTTURA PUBBLICA, MA UNO SPAZIO PRIVATO, CHE VIENE MESSO A DISPOSIZIONE GRATUITAMENTE PER AMANTI DEL GENERE E PER AMICI. GLI INCONTRI SONO DI TIPO PRIVATO, A DUE/TRE, O A SECONDA DI ORGANIZZAZIONI FATTE TRA GRUPPI DI AMICI